Non esiste una cifra obbligatoria da dare al prete per un funerale. La celebrazione religiosa non ha un prezzo nazionale prestabilito: l’eventuale somma consegnata dalla famiglia è generalmente un’offerta libera destinata al sacerdote o, più spesso, alla parrocchia. Quanti soldi bisogna dare al prete per un funerale? Si possono sentire cifre molto diverse, come 50, 100 euro o importi superiori. Non costituiscono però un tariffario ufficiale né una somma dovuta. Alcune parrocchie indicano un contributo orientativo, mentre altre lasciano piena libertà alla famiglia. Il modo più semplice per evitare dubbi è chiedere direttamente alla segreteria parrocchiale.
L’offerta per il funerale è obbligatoria?
L’offerta non deve essere considerata il pagamento della Messa funebre. È un gesto volontario con il quale la famiglia può contribuire alle attività della parrocchia e alle spese sostenute per la celebrazione.
Il Codice di diritto canonico, al canone 1181, stabilisce che per le offerte in occasione delle esequie devono essere rispettate le disposizioni ecclesiastiche competenti. Precisa inoltre che non devono esserci preferenze tra le persone e che chi si trova in condizioni economiche difficili non può essere privato delle dovute esequie.
Una famiglia che non può lasciare alcuna offerta, quindi, non deve sentirsi esclusa dalla celebrazione religiosa. È possibile parlarne serenamente con il parroco, spiegando la propria situazione.
Esiste una cifra consigliata?
Non esiste una cifra valida per tutte le chiese italiane e nemmeno un importo unico per le parrocchie di Milano. Le consuetudini possono cambiare in base alla comunità, alle indicazioni della diocesi e alle modalità con cui viene organizzato il rito. Per decidere quanto offrire è possibile considerare:
- le indicazioni eventualmente fornite dalla parrocchia;
- la disponibilità economica della famiglia;
- l’eventuale utilizzo di servizi aggiuntivi;
- il desiderio di contribuire alle attività della comunità;
- il legame personale tra il sacerdote, il defunto e i familiari.
Non è necessario aumentare l’offerta perché il funerale è molto partecipato oppure perché si è scelto un cofano di maggior pregio. La solennità del servizio funebre e l’offerta religiosa appartengono a due ambiti differenti.
Se la parrocchia non indica alcuna somma, la famiglia può scegliere liberamente un importo sostenibile. Le cifre comunemente raccontate da amici o conoscenti possono offrire un riferimento, ma non devono trasformarsi in un obbligo o in un motivo di confronto.
A chi bisogna consegnare l’offerta?
Anche le modalità di consegna dipendono dalla parrocchia. In alcuni casi l’offerta viene lasciata in segreteria o in sacrestia; in altri viene consegnata al parroco all’interno di una busta. Alcune comunità dispongono di una cassetta dedicata alle offerte.
Prima di preparare la somma è utile domandare se il contributo debba essere intestato o consegnato alla parrocchia, invece che personalmente al sacerdote celebrante. Questa semplice verifica evita fraintendimenti e consente di rispettare le procedure della comunità.
L’offerta può essere consegnata prima o dopo il funerale. Non è opportuno farlo durante la celebrazione o in maniera pubblica: si tratta di un gesto personale, da compiere con discrezione.
Organista, coro e altri servizi sono compresi?
La presenza di un organista, di un coro o di altri accompagnamenti musicali può comportare costi separati. Questi importi non coincidono necessariamente con l’offerta alla parrocchia. Quando si desidera una celebrazione particolare, conviene verificare preventivamente:
- se la chiesa dispone di un organista;
- se è possibile coinvolgere un coro esterno;
- se sono previsti compensi o rimborsi;
- quali brani possono essere eseguiti;
- se occorre sostenere altre spese organizzative.
Anche l’utilizzo di locali, impianti o personale della parrocchia può essere disciplinato da consuetudini specifiche. È quindi preferibile chiedere un chiarimento esplicito, senza dare per scontato che ogni voce sia compresa nell’offerta.
L’offerta al prete è compresa nel costo del funerale?
Normalmente l’offerta alla parrocchia è distinta dal preventivo dell’impresa funebre. Il costo del funerale riguarda servizi come il cofano, il personale necroforo, il carro funebre, la preparazione della salma, gli addobbi e il disbrigo delle pratiche.
Quando l’impresa funebre anticipa o gestisce una somma per conto della famiglia, questa voce deve essere chiaramente spiegata. Un preventivo funebre trasparente permette di distinguere i servizi dell’agenzia dalle offerte religiose, dai diritti comunali e dalle eventuali prestazioni richieste a soggetti esterni.
L’offerta cambia in caso di cremazione?
La scelta tra cremazione, tumulazione e inumazione non determina l’importo dell’offerta religiosa. Il rito può essere celebrato in chiesa prima del trasferimento del feretro al cimitero o al crematorio, secondo le disposizioni ecclesiastiche e l’organizzazione concordata.
Anche un funerale senza celebrazione eucaristica può prevedere una benedizione o un breve momento di preghiera. Nel nostro approfondimento su quanto dura un funerale senza Messa vengono illustrate le principali alternative.
In caso di cerimonia completamente laica, invece, il sacerdote non interviene e non è prevista alcuna offerta alla parrocchia, salvo che la famiglia richieda successivamente una Messa in suffragio.
Un supporto pratico nell’organizzazione del rito a Milano
Quando occorre coordinare orari, parrocchia, trasporto e destinazione finale, Simonetta Marmi srl offre alle famiglie un unico riferimento organizzativo. L’assistenza comprende funerali religiosi e civili, preparazione e vestizione della salma, fornitura del cofano, trasporto funebre e gestione delle pratiche necessarie.
L’impresa opera a Milano dal 1946 e conosce le esigenze organizzative delle parrocchie e dei cimiteri del territorio. Può facilitare i contatti necessari per definire la celebrazione, mentre la decisione sull’offerta religiosa rimane personale e viene concordata direttamente con la comunità interessata.
Per richiedere assistenza è possibile chiamare il 02341972, scrivere tramite WhatsApp al 3355856670 oppure utilizzare la pagina contatti. Le sedi si trovano in Piazzale Antonio Baiamonti 3 a Milano, vicino al Cimitero Monumentale, e in Via Bruno Buozzi 62 a Paderno Dugnano.





